Sabato di medaglie per la terza tappa di Coppa del Mondo di Slalom







Si lavora duramente e si cresce con molta tranquillità ogni giorno, consapevoli che l'allenamento e la serietà nel portare avanti gli obiettivi prima o poi ripagheranno tutte le ore passate per raggiungerli. Non puoi fare nulla però contro persone ottuse e che interpretano il regolamento a loro piacimento e a secondo dei casi. Purtroppo non ci rimane che abbassare la testa e continuare nella strada intrapresa. Anche l'evidenza del video non fa cambiare opinione eppure è talmente lapalissiano che chiunque potrebbe rendersene conto e ammettere l'errore... sarebbe stato molto onesto e semplice, ma  come si fa a dimostrare intelligenza se privi di essa?

A parte essere amareggiati per quanto accaduto alla povera Ana Satila le gare di finali sono state un inno alla gioia per gli idoli di casa che hanno gareggiato con un tifo calcistico.
Martikan ha cantato da solista e il suo acuto si è sentito a chilometri di distanza.  Gli fa eco l'imperatore Alexander che non è un Romanov, ma un Slafkovsky che è argento a 0,02 dal vincitore e compagno di squadra. Ora chiedermi  di quantificare questo distacco mi sembra un'impresa da puro alchimista quale io non sono, quindi prendiamo per buona la cosa e passiamo il Rubicone senza commentare nulla di più di questa vittoria e come avrebbe detto il buon Giulio Cesare: "Alea iacta est"!

Certe discese hanno la caratteristica di disegnare nell'acqua vere e proprie opere d'arte. Queste finali chiaramente fanno capire dove ci può esser la differenza tra grandi atleti. E' stato il caso di Mathieu Biazizzo che ha costruito la sua vittoria e la sua opera omnia tra la porta 9 e la 11. Una combinazione  raggruppata in due onde e forse in un'area che potrebbe misurare non più dei 30 metri quadri di una comune sala da pranzo. Bene!  Lì il bronzo di Deep Creek è letteralmente volato tra la diritta-risalita-risalita e il suo gesto è stato da urlo. Come il boato  che è uscito spontaneo dalla tribuna che sovrasta questa parte di percorso. Un pubblico competente che è rimasto  estasiato da questa manovra tanto fina quanto evoluta.  Bravo il transalpino che ha incantato per arte e leggerezza.
Finale che  segna il ritorno di Peter Kauzer sul podio anche se per la verità la penalità in semifinale data e poi tolta a discapito del povero Dariuz Popiela fa pensare non poco.

Donne in ginocchio con sorpresa in finale:  Jessica Fox penalizzata di un 50 alla 19 come era capitato praticamente a Ana Satila in semifinale e visto che il precedente era stato chiaramente ingiusto hanno pensato bene di farci vedere che la "legge è uguale per tutti"!

Domani K1 donne e C2 pomeriggio gare a squadre e poi lunedì ci dedichiamo al walking tra le stupende montagne che ci circondano.

Occhio all'onda! 


p.s. giusto per la cronaca oggi i chilometri percorsi sono stati 14,91 per un totale di 14.661 passi e il dislivello calcolato  è quello pari a 16 piani di un edificio.



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